L'Egitto ha schierato lungo il suo confine l'esercito, si tratta di centinaia di chilometri di deserto attraverso i quali una popolazione in preda al panico puo' fuggire. Il passaggio di Suluq è stato chiuso per evitare un'entrata in massa di libici. In piu' non c'è piu' nessuno dal lato libico preposto al controllo delle persone in transito, resta ovviamente aperto un corridoio umanitario per il trasporto dei feriti. Anche dal punto di vista sanitario la zona di confine è a rischio in quanto si hanno notizie di villaggi in cui è scoppiata un'epidemia di peste bubbonica. L'intervento della NATO è iniziato in maniera pesante, nessuno ci si aspettava qualche cosa del genere. L'imposizione della no flight zone doveva essere l'interdizione a qualsiasi veivolo di sorvolare lo spazio aereo libico. In realtà la risoluzione 1973 approvata è molto piu' articolata e l'imposizione di una zona di non volo impilica una "sorveglianza" dei cieli da parte della NATO con l'utilizzo degli aerei. E fino a qui tutto chiaro MA gli aerei della Coalizione si alzano in volo solo in "condizioni di sicurezza", sicurezza che per essere raggiunta implica la DISTRUZIONE di tutto cio' che puo' abbattere un aereo. Da qui l'incredibile crudeltà degli attacchi, esagerati e in certi casi imprecisi (ieri notte alle 00:23 hanno colpito un'ospedale alla periferia di Tripoli). La Lega Araba, che aveva approvato la risoluzione della NATO, oggi si tira in dietro e convoca un consiglio straordinario per domani al Cairo: non avevano capito che la risoluzione 1973 implicava un'AGGRESSIONE alla Libia.
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