venerdì 1 aprile 2011
Djerba: l’isola di Ulisse, a spasso nella storia
Dopo la rivoluzione che ha cambiato la politica della Tunisia, ci si avvia verso un periodo di riforme. L’obiettivo è di ristrutturare tutto l’apparato socio-politico, un lavoro immane che impegnerà questo “nuovo paese” per molti anni. Passata la bufera dei disordini e delle lotte la Tunisia riapre le sue porte agli investitori stranieri e al turismo.
L’isola di Djerba sembra rinata sia nell’ospitalità delle strutture che nella gente. Questo paese ha avuto la grande fortuna di essere il primo a ribellarsi al suo dittatore. La conseguenza è stata che l’ex Presidente Ben Ali, non sapendo esattamente come reagire, ha scelto la via della fuga per meditare e prepararsi un glorioso rientro. Purtroppo qualche cosa è andata storta e la storia sembra aver preso un altro corso.
Nel paese c’è una gran voglia di fare e di raccontare l’esperienza di una rivoluzione. Metre il Ministero degli Esteri Italiano aveva fatto evacuare i turisti italiani dalla Tunisia, diversi francesi e tedeschi sono rimasti, vivendo giorno per giorno l’ “avventura”.
Tutti i paesi europei hanno riaperto le porte al turismo, l’Italia è ancora titubante.
La primavera ha fatto capolino con giornate splendide, le mimose in fiore, la gente cordiale. La gente, tra cui molti stranieri, passeggia ad Houmt Souk a Djerba, visita i mercati e i negozi tutto in un’ambiente sereno e da sogno. Deve essere la stessa atmosfera che Ulisse nei suoi viaggi aveva trovato arrivando nell’isola dei mangiatori dei fiori di loto, Djerba.
Un’atmosfera magica che ti fa dimenticare il tempo che passa.
Un the alla menta, pipe ad acqua (chicha), cucina mediterranea oltre a spiagge, deserto e un’incredibile patrimonio culturale. Pochi ricordano che Djerba ha vissuto un glorioso passato sotto l’Impero Romano che ha lasciato le sue tracce. Per chi ama scoprire la storia questo è il luogo ideale.
Ci sono due siti archeologici “integri” dove ci si sente come trasportati nel periodo dell’antica Roma: Menenx e Jiktis. Mosaici alla luce del giorno, che potete toccare con mano, spolverare ed ammirare, colonne, pozzi, marmi, niente file da aspettare ma solo voi che fate un salto nel passato, indugiate vicino alle colonne ammirando il mare diventando esploratori e protagonisti della storia.
Se poi avrete la “fortuna” di una giornata con brutto tempo andate ad Houmt Souk e visitate il Museo del Patrimonio Tradizionale di Djerba. 5.200 mq di superficie espositiva nelle quali sono state ricostruite tutte le tradizioni dell’isola dalla pesca, ai matrimoni, alla lavorazione della ceramica e la raccolta delle olive. Strutturato in forma di bellissimi plastici è adatto ad un pubblico di ogni età, piacerà molto anche ai bambini più piccoli.
Non perdete l’occasione una meta vicina, tranquilla con molto da offrire.
Iscriviti a:
Commenti sul post (Atom)
Post più popolari
-
A volte ripenso a dove sia iniziata la mia passione per il lavoro umanitario e per gli aiuti nelle zone di crisi. Posso dire con certezza ch...
-
Raccontare Sarajevo è un’esperienza unica. Quando arrivi sei attraversato dalla curiosità, dalla voglia di scoprire, ma la città che ti ac...
-
By NIKOLAJ NIELSEN BRUSSELS, 7. MAR, 17:59 Hungary's parliament passed a bill on Tuesday (7 March) to detain all asylum seekers...
-
Mustafa Abdul Jalil August 30, 2011 DOHA: Libya’s National Transitional Council has urged Nato to continue with its presence in t...
-
Where our Kids live? This is Atma refugees camp. Have a look! https://youtu.be/u6hrPyEpPag Atma refugees camp Why is so importan...
Nessun commento:
Posta un commento